ESCATOLOGIKA
martedì, 23 giugno 2009, ore 12:22

MEDITAZIONE

ERETICA

mi piacerebbe si riflettesse su

questo

molte grazie,

grazie di tutti i tipi...

redhero
mercoledì, 03 giugno 2009, ore 08:28

IL GIUDIZIO

 UNIVERSALE

 

redhero
sabato, 11 aprile 2009, ore 10:22

IL DIO

"PEZZENTE"

Dal signore degli eserciti alla morte di croce

Come cambiano i tempi. Si parla di un personaggio piombato in Palestina per diffondere una buona novella. L'imminenza di un regno vicino ma non di questo mondo. Un regno fondato sull'accoglienza, la comunione, la conoscenza e comprensione profonde del cuore umano, la condivisione, la tenerezza, l'amore.

E si parla di perdono.

Strano personaggio questo, strampalato, venuto per dare compimento alla legge di Dio... Ma quale Dio? E quale legge?

 Avrebbe mai potuto il "signore degli eserciti" anche solo concepire il suo stesso annientamento nella polvere? Giustiziato come un ladro e appeso a un legno? Chino sui piedi dei propri amati per lavarli e asciugarli prima di essere ammazzato?

Avrebbe mai potuto Mosè immaginare un Dio più distante dal suo? Un Dio di tutti e non  di un solo popolo? Un Dio non di parte? Che non regala terre ad un solo popolo strappandole a chi le occupa e ha in abominio, ma che vede un unico popolo su un'unica terra? Come sarebbe stato possibile anche solo accostare il Dio del diluvio universale (terapia chemioterapica che accomuna in un unico calderone "purificatore" colpevoli, innocenti, uomini, donne, bambini, vecchi, animali, piante) ad uno che dalla sua agonia di croce perdona chi non sa quello che fa, chi non capisce, chi crede di sapere cosa Dio sia, voglia o pensi? Dov'è finita l'ira di un Dio tremendo contro chi non rispetta i suoi comandamenti? Come si può mantenere o coltivare un qualsiasi "timor di Dio" al cospetto di un Dio inchiodato dall'uomo a un ceppo?

Se oggi si guarda a Gesù come a un possibile mito, come dovremmo di conseguenza guardare alla Torah?

Gesù come personaggio realmente esistito è un argomento che attiene più alla fede che all'indagine storica. Le fonti a riguardo sono esigue e confuse rispetto a quelle disponibili per figure vissute nell'area geografica del tempo. Si tratta quindi di decidere se accettare la sua effettiva storicità. Decidere appunto. Decidere senza evidenze significative, vuol dire aver fede, fidarsi.

Ma Gesù resta un modello che trascende persino la sua storia.

Un modello commovente, che sia pur frutto di menti mortali, viene da una spiritualità profonda, che vede in Dio un rivoluzionario lontano dalle glorie umane fondate sulla potenza, l'affermazione, la sopraffazione, la paura. Un modello scioccante rispetto al tempo in cui è stato immaginato (o effettivamente al mondo), sconvolgente anche oggi e che non riesce a morire fisicamente, spiritualmente, definitivamente.

C'è tuttavia un'ulteriore possibilità: che questo personaggio affascinante e spiritualmente evoluto sia davvero esistito, e abbia mostrato a molti una via migliore di intendere Dio e la vita su questa terra rispetto ai modelli fino ad allora proposti. Che abbia riunito nella legge dell'amore la sola  possibilità di sopravvivenza: fisica, materiale, psicologica . Altro non serve per dar senso alla vita. Non c'è bisogno di essere credenti per sperimentare questa reale possibilità. Amare e sperimentare di essere amati non richiede la fede. L'amore è per tutti. Da Madre Teresa ai medici senza frontiere, a chi scava a mani nude fra le macerie sperando di restituire alla vita qualcuno, il sentimento è lo stesso.

Ancora oggi che la terra trema, persone che con il loro abbraccio hanno dato la vita per salvare quella degli altri ci commuovono e ci regalano una tenerezza infinita a prescindere da cio' in cui credono.

Ma il modello resta incredibilmente lo stesso: sporcarsi le mani ai piedi del prossimo fino a dare la vita.

Buona Pasqua di Rinascita (...non quella di mosè ovviamente)

redhero
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giovedì, 02 aprile 2009, ore 08:46

COME SI CAMBIA

PER NON MORIRE...

Un singolare atto di citazione che grida vendetta al cospetto di Dio (si ma... quale Dio?)

www.utopia.it

 

Riporto alcuni passaggi del seguente atto, iscritto presso il tribunale civile di Roma, che addebita all'attuale testo sacro della Bibbia CEI (Conferenza Episcopale Italiana) una sorta di falsita' ideologico-materiale tale da renderla inidonea alla consultazione, e addirittura dannosa riguardo il corretto insegnamento del testo in qualsiasi scuola di ordine e grado. All'indice della citazione le pesanti alterazioni, manomissioni, eliminazioni, riscritture fino a vere e proprie aggiunte arbitrarie apportate dalla CEI ed evidentemente utili alla accettabilita' del testo, visti i molti brani oggi improponibili e non piu' condivisibili riferiti ad esempio alla condizione della donna; ma non solo...

L'intero documento e' scaricabile qui.

Seguira' un ulteriore post sui rimaneggiamenti CEI

 


 

XIII Sezione Civile
R.G. 50723/2006
Notificato, luglio 2006

 

TRIBUNALE CIVILE DI ROMA

ATTO DI CITAZIONE

Per il dott. Alfredo Alì, nato a Catania il 13/02/1953, nella qualità di legale rappresentante della casa editrice “Editing & Printing”, corrente in Napoli alla Via Depretis 5, […] P. IVA […] C.C.I.A.A. […] codice di attività economica 22110 (Edizione libri) dal 24.06.1996, iscritta nel registro prefettizio degli editori presso la Prefettura di Napoli, rappresentata e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, in virtù di mandato a margine del presente atto dagli Avv.ti Domenico Cirillo, Ernesto Maria Cirillo e Francesco Cirillo del foro di Napoli, tutti elett.te dom.ti in Roma, presso lo studio dell'Avv. Giuseppe Petti in Roma - viale Guglielmo Marconi, 618


P R E M E S S O

1) che la casa editrice Editing & Printing istante, nell’ambito della propria produzione editoriale .........................................................ad uso della scuola secondaria di primo grado, nel rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto il 26 maggio 2004 tra il Ministero dell’Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana e successivo D.P.R. del 14 ottobre 2004 n. 305 [all. 1] che ha inserito la Bibbia come libro di testo del programma scolastico nell’ora di religione (Piano di studio nazionale);

2) che trattandosi di un testo-base di adozione da commercializzarsi per le scuole pubbliche e private parificate, conditio sine qua non per la pubblicazione era che il testo dovesse essere conforme al “Programma di insegnamento della religione cattolica” sottoscritto tra Ministro dell’Istruzione e CEI in relazione alla legge 28 marzo 2003 n. 53 sugli “obiettivi specifici di apprendimento propri dell’insegnamento della religione cattolica” [all. 3 pag. 5];

3) che “Il libro della Bibbia” indicato nel Piano di studi nazionale legittimato per l’insegnamento della religione cattolica [all. 1+ all. 2] è attualmente «La Sacra Bibbia - Versione ufficiale CEI», Pasqua 1974 - come ribadito nel sito ufficiale CEI [All. 23];

4) che a seguito di riscontri tra la Bibbia CEI e i testi canonici delle precedenti Bibbie ufficiali della Chiesa cattolica, così come citate e accreditate nella stessa presentazione della Bibbia CEI [all. 4], è emerso che numerosi brani della Bibbia CEI sono completamente discordanti dalle precedenti Bibbie ufficiali [indicate nella presentazione della CEI come “testo/i base”]; addirittura, appaiono lampanti manipolazioni nonostante che la “Bibbia versione CEI” sarebbe stata «…fatta sui testi originali» e nella «esattezza nel rendere il testo originale» [Prot. N. 710/74 a pag. V dell’all. 5 e «Presentazione» a pag. VII dell’all. 4], ossia sulla stessa fonte e con lo stesso criterio delle precedenti Bibbie ufficiali;

5) che in particolare, il riscontro interlineare tra la Bibbia CEI [all. B-1] e le quattro Bibbie ufficiali

1. Volgata - San Girolamo del 405 (Recognitio Concilio di Trento e Vaticano I) [all. B-2 + all. 6]

2. Biblia Vulgata del 1592 (Approvata dal papa Sisto V e Clemente VIII - Testo liturgico in latino della Chiesa cattolica) [all. B-3 + all. 7]

3. La Sacra Bibbia di Mons. Martini del 1778 (Placet pontefice Pio VI) - La prima versione cattolica in lingua italiana canonica e di rilievo - [all. B-4 + all. 8]

4. La Sacra Bibbia Ed. Paoline del 1969 (Imprimatur della Curia) [all. B-5 + all. 9]

ha mostrato che:

A) alcuni brani, presenti in tutte le precedenti Bibbie ufficiali, sono stati interamente cancellati dalla Bibbia CEI;

B) nella Bibbia CEI alcune frasi sono state create dal nulla (aggiunte arbitrarie); non esistono infatti nelle precedenti Bibbie ufficiali;

C) sono stati alterati i contenuti di diverse frasi significative; questo tipo di alterazione ha interessato i contenuti più crudeli e non più condivisibili dalla cultura contemporanea;

6) che nelle versioni ufficiali la “legge traduttiva” esige l’equivalenza tra contenuto tradotto e contenuto del testo originale. Per la Bibbia, trattandosi di lingue antiche, l’equivalenza (o “l’esattezza”, come si spinge la CEI) non è letteralista “verbum de verbo”, bensì “sensum exprimere de sensu”. La versione ufficiale CEI, invece, ha cambiato il significato di molti brani rendendoli discordanti e opposti al contenuto originale, scrivendo ciò che il testo non dice, né avrebbe voluto dire. Tutto ciò appare nettamente visibile nel raffronto interlineare di 43 brani prodotti come prova della manipolazione della Bibbia CEI [all. 10 interlineare digitato + all. 11 fotocopiato dai testi], brani che rappresentano un mero esempio tra manipolazioni tangibili e manipolazioni sfumate. È il caso del castigo inflitto alla donna [all. 10 - 1° raffronto] dove la Conferenza Episcopale Italiana anziché riportare la storica frase “sarai sotto la potestà del marito”, per nascondere e neutralizzare l’iniquo princìpio, ha tramutato la “sudditanza sociale” in una “norma sensuale” (“verso tuo marito sarà il tuo istinto”) traghettando il “de sensu” da castigo morale a indole naturale. Un indole che tra l’altro appartiene anche ai maschi. Diverso è il caso di un brano depennato; una vera e propria omissione di testo: “Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via” [all. 10 - 5° raffronto]. Questo brano è presente in tutte le precedenti Bibbie, dal rotolo masoretico, alla Bibbia dei LXX nel II sec. a.C., sino al 1969 “La Sacra Bibbia” Ed. Paoline. Tuttavia, nella versione CEI di questo brano non è rimasta né l’anima né il corpo. Un ultimo esempio concerne una frase inventata ex nihilo: “Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito” [Siracide 25,21]. Innanzitutto, il capitolo XXV di Siracide è passato da 36 versetti ai 26 versetti della Bibbia CEI. La CEI, in questo caso, si è trasformata da traduttore ad autore: aggiungendo e omettendo brani, la frase creata ha preso le veci di uno dei versetti abrogati. Tuttavia, c’è stata una svista, come quell’attore che indossa l’orologio in una scena al tempo dei romani: il tema del “marito mantenuto” è assente nella letteratura biblica, semplicemente perché in quel tempo le donne erano “casalinghe chiuse in casa”. La donna che lavora e il marito disoccupato non appartiene alla storia di allora. Non a caso, l’ordito concetto non esiste nella quattro Bibbie ufficiali prima dell’inedito CEI;

7) che dal raffronto delle frasi è emerso che le modifiche, le cancellazioni e le aggiunte eseguite nel testo della «Sacra Bibbia versione ufficiale CEI» non sono il frutto di una attualizzazione linguistica [come asserisce la Presentazione CEI - all. 4], bensì di una trasmutazione premeditata e intenzionale per nascondere e/o alleggerire il significato di taluni brani: una vera e propria manipolazione genetica testuale;

8) che nell’ambito della responsabilità, forse anche penale, derivante dalla pubblicazione di un testo ufficiale per la scuola non conforme ai «testi originali», l’istante ha dovuto bloccare, e non poteva fare altrimenti, il suo piano editoriale, con grave danno emergente per i costi già sopportati pari a € 2.404,57 [all. 12], con l’azzeramento del piano economico e il mancato lucro che sarebbe derivato dalla vendita del testo edito pari a € 14.198,48 [all. 13];

9) che, a mero titolo esemplificativo, a maggior suffragio di quanto sopra, si consideri la pubblicazione da parte di un editore dei «I Miserabili» di Victor Hugo: sarebbe inammissibile e illegittimo che nel tradurre il testo egli alteri il contenuto del «manoscritto originale» [il commissario Javert anziché “gettarsi nella Senna” “cade nella Senna”] e lo commercializzi come testo corrispondente all’originale;

10) che anche la Conferenza Episcopale Italiana nella presentazione della Bibbia CEI asserisce che nella traduzione debba esserci la corrispondenza al significato originale. L’introduzione alla Bibbia CEI, che sancisce le prerogative formali e oggettive del testo, attesta l’«esattezza nel rendere il testo originale» [all. 4] e non parla di adattamento né di modifiche al testo originale;

11) che dagli stessi scritti della CEI [all. 4] affiora il conflitto tra la traduzione «nel rendere il testo originale» e il carattere della versione «in vista di fini propri» e «ai fini intesi dalla CEI». In quel punto della presentazione trapela uno scopo recondito della CEI: pur essendoci solo un accenno, da quel granello di frase - “in vista di fini propri” , frase ambigua e per nulla motivata - potrebbe sorgere un conflitto d’interessi tra fini soggettivi immessi dalla CEI nella traduzione e fini oggettivi del rispetto del contenuto autentico della Bibbia. A tal segno, da poter aprire il tema dell’autorità imparziale preposta alla traduzione asseverata della Bibbia per l’uso scolastico, che è cosa ben diversa dal libero testo, nella libera interpretazione, nel libero mercato librario;

12) che nel caso della Bibbia, non essendoci un “Garante editoriale della traduzione” (la CEI è traduttore e revisore, giudicatore e autorizzatore di se stessa) e dal momento che la versione CEI contiene molti brani manipolati, nessun editore può sostituirla con un’altra versione “ufficialmente corretta”, almeno per la scuola pubblica, se non con il suffragio di una pronuncia giudiziaria, anche con l’eventuale ausilio di una C.T.U., che accerti, confermi e sancisca la presenza delle manipolazioni di almeno 43 brani nella Bibbia CEI rispetto alle precedenti Bibbie ufficiali e quindi la non conformità alle stesse. A tal proposito, va precisato che la CEI non ha mai invalidato, né inficiato i quattro testi canonici [all. B-2, B-3, B-4, B-5] che nel corso dei secoli (dal 400 d.C. sino al 1974) sono stati la “Sacra Scrittura” della religione cattolica. Anzi, la CEI, nelle tre pagine di presentazione, le riaccredita come testi autentici [all. 4 «testo/i base»];

13) che c’è una precisa correlazione «ex lege» tra il testo della Bibbia CEI e la competenza dello Stato italiano perché nei programmi scolastici approvati dal Ministero dell’Istruzione e dalla CEI, il “libro della Bibbia” è stato annoverato tra i testi protocollari della scuola pubblica, aprendone in tal modo il vincolo e la relazione con le leggi italiane [D.P.R. del 14 ottobre 2004 n. 305];

14) che la CEI è un ente con personalità giuridica nello Stato Italiano [all. 15 - Art. 7 comma 2° Legge n. 121/1985], tanto è vero che anche lo statuto della CEI prevede regolarmente l’esercizio e l’attività commerciale: “l'inizio, il subentro o la partecipazione in attività considerate commerciali” [all. 20 Statuto CEI 1998 + all. 20/bis - atti “Edizioni Conferenza Episcopale Italiana S.r.l.” già prima della legge n. 121/1985]. Pertanto, la persona giuridica ed economica CEI è titolare di diritti e di doveri alla pari delle imprese economiche. Inoltre, anche il detentore del copyright della Bibbia CEI (Fondazione di Religione Santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena) è una persona giuridica nello Stato Italiano, così come sono soggetti giuridici italiani l’Editore (C.P.C. S.r.l.) e i Coeditori italiani della Bibbia CEI [All. 14 - Ed. Ottobre 2005];

15) che, senza dover reclamare sentenze delle Corti Superiori (esempio, Corte di Cassazione Sez.-I-P. n. 22516/2003), la legittimità e la consequenzialità del procedimento è suffragata in primis dall’art. 20 della Costituzione Italiana ove è asserito che il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di una associazione, ente o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative e capacità giuridica, sia nei diritti che nei doveri;

16) che soltanto nel caso di una precisa pronuncia della Magistratura, che affermi la non conformità del testo della Bibbia CEI alle precedenti Bibbie ufficiali e quindi ai «testi originali», la Casa Editrice istante potrà riprendere - secondo i nuovi dettami - il programma editoriale interrotto, giacché il testo a pubblicarsi, oltre a dover essere conforme ai primari testi canonici, attualmente deve essere anche modificato e ratificato dalla CEI;

17) che è un preciso dovere del cittadino denunziare le manipolazioni di un testo ufficiale e in particolare scolastico. L’obbligo di denunciare è ancor più vincolante per gli “addetti ai lavori”: come un pediatra che ravvisa sevizie nel visitare i suoi piccoli pazienti, o un insegnante che nota in classe uno studente sotto l’effetto della droga;

18) che un Editore non può pubblicare un testo alterato o manipolato perché ciò cagionerebbe, oltre al falso editoriale, anche errate cognizioni in chi lo legge e, nel caso della scuola, danneggerebbe la formazione conoscitiva e culturale dello studente [all. 3 pag. 1];

19) che tra i diritti inviolabili costituzionalmente protetti c’è la conformità e la correttezza delle informazioni trasmesse, la manipolazione del testo biblico abbraccia un doppio ambito di illegittimità: l’aspetto produttivo commerciale relativo all’editore e l’aspetto morale relativo all’individuo-cittadino nella sua sfera di conoscenza. La Bibbia, in particolare, è patrimonio culturale dell’umanità, cosicché la manipolazione della Bibbia da parte della CEI è anche un “reato” culturale e storico che deforma il sapere umano;

20) che, come nel Parlamento Europeo i testi delle leggi e dei documenti politici sono tradotti ufficialmente in 20 lingue, così un testo ufficiale della scuola pubblica, che trae origine da lingue straniere, ha la necessità di una traduzione asseverata al testo originale. Ma il Ministero dell’Istruzione, che ha disposto l’adozione ufficiale della Bibbia, non ha fatto eseguire il controllo di conformità del testo adottato. Tra l’altro, già prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.P.R. del 14 ottobre 2004 n. 305 [all. 1], la Bibbia CEI, che rientrava anche nella nuova veste di testo scolastico, era già stata pubblicata. La procedura sull’accertamento di atti che entrano nel novero dei documenti pubblici è specificata anche nell’Art. 2 (L), Art. 3 (R) e Art. 33 (L) comma 5 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, pertanto anche il Ministero dell’Istruzione è responsabile in linea indiretta delle manipolazioni del testo scolastico;

21) che l’editore Editing & Printing, nell’esaminare attentamente le fonti dei testi a cui necessariamente doveva attenersi [all. 16 asserito bibliografico], ha riscontrato - accanto ad amabili contenuti - decine e decine di brani [100 dei quali sono stati scelti come prova - all. 17 e all. 18] che sia nel contenuto letterale e sia nel più ampio contesto dell’opera, «ordinano e approvano» lo stupro, il feticidio, l’infanticidio, la legittimità della schiavitù, la condanna a morte, la guerra civile e religiosa, la sottomissione della donna, la morale della maledizione, lo sterminio, la lapidazione e altri delitti che sono in netto contrasto con i princìpi della Costituzione Italiana [all. 17 digitato + all. 18 fotografato sui testi]; che pur leggendo e interpretando i 100 brani “con spirito di fede e con profonda umiltà” il delitto divino contro il bimbo nato da Betsabea resta pur sempre un omicidio [all. 17 n. 46], che lo stupro solennemente decretato contro le mogli di Davide resta pur sempre un atto di stupro [all. 17 n. 97], che l’ordine liturgico di distruggere gli altari e le statue delle altre confessioni resta pur sempre un atto di profanazione e di terrorismo [all. 17 n. 98], che il prezzario biblico per la compravendita degli schiavi resta pur sempre un principio a favore della schiavitù [all. 17 n. 75], che le parole di questo brano si commentano da sole “La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo” [1° Timoteo 2,12] e così “eppur si vede” negli altri 95 brani incostituzionali. Per cui, limitatamente a quella parte del testo biblico che legifera sul diritto civile con sentenze fondate sulle “torture e lapidazioni, vendette e messo/i a morte” (quest’ultima espressione è ripetuta 76 volte nella Bibbia) va dichiarata l’illegittimità costituzionale del D.P.R. n. 305 del 14/10/2004 [all. 1] nella parte in cui prevede la Bibbia come libro di testo per la scuola secondaria di primo grado e del D.P.R. n. 39 del 16/01/2006 [all. 2] nella parte in cui prevede la Bibbia come libro di testo per la scuola secondaria superiore;

22) che in un testo di storia o di letteratura scolastica, dove sono rappresentati atti crudeli (Per esempio, Iliade - il cadavere di Ettore trascinato attorno le mura), queste narrazioni non sono “né dottrina e né princìpi”. Viceversa, nell’«ora di religione cattolica» le “leggi, le norme e i comandi” della Bibbia [“Parola di Dio”] sono “verità assolute” valide in ogni spazio e in ogni tempo, per cui quei contenuti incostituzionali, essendo ascritti tra i princìpi “giusti, inconfutabili e universali”, non possono essere oggetto della formazione culturale dello studente italiano in quanto mettono a rischio la corretta educazione;

23) che, diversamente dal «credo interiore della fede», le disposizioni sociali statuite “nelle leggi, nelle norme e nei comandi” del testo biblico rientrano a pieno titolo nella competenza del diritto giuridico, come attesta anche il Salmo 89,31: «Se… abbandoneranno la mia legge e non seguiranno i miei decreti, se violeranno i miei statuti e non osserveranno i miei comandi, punirò con la verga il loro peccato e con flagelli la loro colpa»;

24) che l’ora di religione, dentro cui si ascrive la Bibbia come libro di testo, pur essendo un’ora facoltativa, non è “facoltativamente libera” dalla costituzionalità dei princìpi e dei contenuti da trasmettere per la formazione pedagogica degli studenti, sia credenti o non credenti, per cui deve sempre muoversi nel rispetto dei princìpi costituzionali [all. 3 - pag. 1] di cui l’editore è anche responsabile con la produzione libraria;

25) che nella Bibbia CEI si evince uno stretto legame tra “manipolazioni” e “incostituzionalità” perché la finalità manipolativa potrebbe essere stata di alleggerire le antinomie bibliche, evitando che molte più frasi della Bibbia CEI potessero entrare nel novero dei brani incostituzionali [Incitamento al sequestro di persona: all. 10, manipolazione n. 41];

26) che anche la legge 25/3/1985 n. 121 (Concordato), pur non avendo attinenza con gli elementi di questo processo, riconferma il principio che «l’insegnamento della religione cattolica» è «nel quadro delle finalità della scuola» [Art. 9, comma 2°] e che «la libertà della scuola e dell’insegnamento» è «nei termini previsti dalla propria Costituzione» [Art. 9, comma 1°];

27) che l’istante, per tutti i su esposti motivi e come sopra già precisato, ha dovuto bloccare il suo piano editoriale, con grave danno emergente nonché grave danno per l’utile previsto;

28) che le ragioni che hanno spinto la “Editing & Printing” a adire la competente autorità giudiziaria sono:

A. la tangibile manipolazione di molti brani della Sacra Bibbia versione Ufficiale CEI che si dovrebbero, «ex lege», necessariamente riscrivere correttamente, giacché nella concordanza traduttiva ufficiale è inammissibile pubblicarli;

B. la presenza nella «Bibbia CEI» di numerosi brani in netto contrasto con le norme della Costituzione italiana, appalesa la necessità che tali brani, in quanto princìpi dottrinali, dovrebbero essere quantomeno annotati come passi incostituzionali, evitando - se fosse possibile - qualunque forma di censura;

29) che le responsabilità della manipolazione e dei princìpi incostituzionali presenti nel testo biblico sono da addebitarsi alla CEI sia come autore della traduzione e sia come rappresentante assenziente di quei contenuti, così come parimenti responsabili dell’evento dannoso per cui è causa sono l’editore e i coeditori italiani sottoelencati che partecipano alla pubblicazione della Bibbia CEI ....................................................................................................................................

30) che a norma delle vigenti disposizioni legislative l’editore e i coeditori sono civilmente responsabili in solido con gli autori. Né può essere invocata la "teoria dell'edicolante", non solo perché alcuni dei coeditori della Bibbia CEI, in anni precedenti, hanno pubblicato la Sacra Bibbia con un testo discordante da quello della CEI (Ed. Paoline dal 1969 sino al 1991, e dunque anche dopo il 1974 della Bibbia CEI), ma anche perché i coeditori della Bibbia CEI, operando professionalmente nell'editoria religiosa, sono “soggetti informati sui fatti”;

31) che quando un libro è adottato ufficialmente nella scuola pubblica dal Ministero dell’Istruzione, detto Ministero è corresponsabile degli eventuali princìpi incostituzionali che contiene il testo. Non basta l’anteposto presente nella legge della riforma scolastica [legge 28 marzo 2003 n. 53 - all. 3 - 1° pag.] quando recita che l’istruzione e la formazione devono essere “secondo i princìpi sanciti dalla Costituzione”. Il Ministero ha omesso il controllo del testo della Bibbia adagiando l’accondiscendenza sulla tradizione. Ma da “libero testo” a “testo scolastico” la differenza è fondante, poiché uno stesso oggetto cambia di valore secondo il titolo della funzione. E tutto questo è avvenuto soltanto adesso. Il libro “Mein kampf”, ad esempio, può essere liberamente venduto nelle librerie, ma non può entrare come testo scolastico nei piani di studio nazionali o personalizzati. Mentre altra cosa è analizzare criticamente in classe interi capitoli del “Mein kampf” per comprenderne lo spirito aberrante. Pertanto, anche il Ministero dell’Istruzione è responsabile per via indiretta delle incostituzionalità presenti nel “Libro della Bibbia” nella veste di “testo scolastico”.

Tanto premesso e ritenuto, l’istante, come sopra rapp.to, dom.to e difeso, con il presente atto

C I T A
a comparire innanzi il Tribunale di Roma in persona del legale rapp.te p.t., dom.to per la carica presso la sede sita in

1) Conferenza Episcopale Italiana - Roma (…)

altri 27 soggetti fino al numero 28

a comparire innanzi al Tribunale di Roma Sezione e Giudice a designarsi per il giorno 11/01/2007, ora del regolamento col prosieguo, con invito a costituirsi in giudizio ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c., almeno venti giorni prima dell’udienza indicata, con espressa avvertenza che la costituzione oltre il suddetto termine implicherà le decadenze dell’art. 167 c.p.c. ed inoltre che non comparendo il giudizio proseguirà in loro contumacia per ivi sentir accogliere le seguenti

 
C O N C L U S I O N I

Voglia l’adito Tribunale

I) promuovere giudizio di legittimità costituzionale del D.P.R. del 14 ottobre 2004 n. 305 - relativamente all’articolo 1, allegato unico, secondo riquadro “Conoscenze” - nella parte in cui decreta “Il libro della Bibbia” come testo di adozione della “scuola secondaria di primo grado” [all. 1], e del D.P.R. del 16.01.2006 n. 39 - relativamente all’articolo 1, primo allegato, terzo riquadro “Conoscenze” - nella parte in cui decreta “La Bibbia” come testo di adozione “del secondo ciclo scolastico” [all. 2], stante la presenza nella Bibbia medesima di almeno cento brani - meglio descritti nell’allegato 17 - in palese contrasto con gli «Artt. 1, 2, 3, 7, 9, 10, 11, 13, 19, 21, 24, 27, 29, 30, 31, 32, 33, 37, 48, 51, 70 e 111 della Costituzione della Repubblica Italiana»;

II) provvedere, in attesa della pronuncia, all’immediato ritiro e sequestro dalle Bibbie adottate dalle scuole pubbliche e private parificate secondarie di primo ed anche di secondo grado (ultima Intesa del 13 ottobre 2005 Ministero Istruzione e CEI con D.P.R. del 16.01.2006 n. 39 - G. U. del 15 febbraio 2006 - all. 2) aventi l’attestazione come da… “versione ufficiale CEI”, inibendone temporaneamente l’utilizzo, al fine di evitare ulteriori danni nella cognizione e nella formazione educativa degli studenti;

III) accertare la responsabilità solidale o esclusiva dei convenuti nella manipolazione e nella non conforme traduzione di alcuni brani della Bibbia CEI rispetto alle precedenti Bibbie ufficiali [all. 10 + all. 11];

IV) accertare se, sulla base dei parametri traduttivi adoperati dalla CEI, la peculiarità delle alterazioni fondamentali rientri nelle circostanze inconsce della buona fede o nella consapevole e professionale premeditazione;

V) accertare la responsabilità solidale o esclusiva dei convenuti nella pubblicazione di un testo che - per l’uso scolastico - è in contrasto con la Costituzione;

VI) condannare in solido o alternativamente i convenuti - in persona dei legali rappresentanti p.t. - al risarcimento del danno patito dall’istante per i motivi di cui in premessa, pari a € 2.404,57 [all. 12] per i costi già sostenuti e ad € 14.198,48 [all. 13] per il lucro cessante oltre interessi legali e rivalutazione monetaria - o in quella minore o maggiore somma che il Tribunale vorrà determinare - e infine al simbolico risarcimento del danno che si quantifica in € 1,00. Il tutto nei limiti di € 25.000,00;

VII) condannare, altresì, le convenute al pagamento delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio, oltre IVA, CPA e rimborso spese generali, con attribuzione ai sottoscritti avvocati antistatari;

VIII) emettere gli ulteriori provvedimenti ritenuti idonei;

 
IN VIA ISTRUTTORIA
 

l’istante, riservandosi eventuali altre richieste all’esito del comportamento processuale di controparte, sin d’ora chiede disporsi C.T.U., da eseguirsi eventualmente a mezzo di collegio peritale, che accerti la discordanza e la discrepanza dei 43 brani della Bibbia Versione CEI con le altre quattro Bibbie ufficiali portate in giudizio. (Per i testi della consulenza tecnica d'ufficio vedi nelle memorie dell’attore (art. 183 c.p.c.): 1ª MEMORIA, punto 6 + 2ª MEMORIA, punto 4) Chiede inoltre che la CEI esibisca una copia conforme dei “testi originali” della Bibbia - come asserito nel protocollo n. 710/74 a pag. V della Bibbia CEI [all. 5] - relativamente ai 43 brani oggetto delle manipolazioni, per avvalorare “ulteriormente” l’alterazione dei testi e di conseguenza la non “esattezza nel rendere il testo originale” [all. 4]. A tal proposito, sin d’ora si precisa che, nel rispetto delle parole e dei significati, per «testi originali» deve intendersi «testi originali» e non “trascrizione di trascrizione di trascrizione di trascrizioni…”.


seguono atti...............


 

redhero
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sabato, 27 ottobre 2007, ore 14:10

DEL "BENE"

E

DEL "MALE" 2

MYANMAR

 

La religione non puo' essere vista come una male oggettivo quando subisce lei stessa il male. Nel link sotto (non per tutti gli stomaci) si noteranno i segni di una ferocia verso uno dei culti piu' pacifici della storia. Il Buddhismo.

 

http://www.asianews.it/MYANMAR/MYANMAR.html

 

 

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10652&size=A

redhero
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sabato, 06 ottobre 2007, ore 23:18

LE

CATENE DELL'ONNISCIENZA

Immersi in un monolite di calcestruzzo?

 

 

É compatibile il libero arbitrio con l'onniscienza divina? E perchè?

redhero
sabato, 22 settembre 2007, ore 00:28

MIRACOLI

Quante fedi vantano miracoli?

Nel vecchio testamento Aronne fa del suo meglio tirando fuori un serpente dal proprio bastone, trasformando l'acqua del fiume in sangue e producendo un'invasione di raganelle. I sacerdoti del Faraone non sono però da meno producendo a loro volta ulteriori prodigi.

Resurrezioni conto proprio o conto terzi sono citate nel passato di Apollonio di Tiana, Osiride, Dioniso, Adone e altri.

La normalità con la quale al tempo di Gesù si compivano miracoli era così ordinaria da riuscire possibile a molti, persino ai rivali di Gesù (scacciata di demoni, magie, ecc.) Mt 12, 27; Mc 9, 38; Atti 8, 9ss

In giordania e Iran sassi o pomodori spaccati a metà rivelano scritture che in perfetto arabo affermano:

Allah è l'unico Dio e Maometto il suo profeta

Decine e decine di turisti sostengono di essere stati guariti da malattie spietate grazie agli oroscopi stilati da monaci buddhisti presso il rifugio del Dalai Lama

Pochi anni fa moltissime statuette del Dio Gamesh (India) avrebbero bevuto latte senza che questo lasciasse traccia.

Non si contano più gli episodi prodigiosi di chiaroveggenza, telepatia, materializzazione di sabbia e oggetti, bilocazioni e derivati di Sai Baba

Domande imbarazzanti

Da un punto di vista geografico non si capisce perchè la Madonna (forse la maggior presenza divina fra i mortali) nelle sue apparizioni disdegni in particolar modo località non proprio cattoliche. Mai avvistata nell'islam geografico ad esempio, o nei paesi dell'estremo oriente (Cina, Giappone, Thailandia, ecc). Inoltre sembra che la Vergine non abbia proprio alcun interesse a manifestarsi a chi (non per sua colpa) non crede o appartenga ad altre fedi. E peggio ancora, mai che questa Entità sia apparsa durante un simposio di scienziati o magari a Charles Darwin, Richard Dawkins, oppure a Woody Allen. Peccato, sarebbe stata un'opportunità di conversione ben più efficace di un pulpito... di parte. Del resto è un fenomeno del tutto speculare all'impossibilità che un taoista sogni Allah o un mussulmano, Padre Pio.

Altro dato sospetto sta nell'impressionante decremento di tali prodigi mano a mano che i tempi trascorrono e che le menti (sembrerebbe)sono meno disposte ad accoglierli.

C'è inoltre da considerare che intorno alle aree in cui si sono verificati miracoli o hanno vissuto persone che li avrebbero determinati, fioriscono attività economiche capaci di produrre redditi interessanti e legate a quegli stessi eventi.

Stimmate

Nonostante i chiodi fossero applicati ai polsi delle persone crocifisse e non nelle mani , le stimmate compaiono nei miracolati sul palmo e sul dorso delle mani (cioè secondo l'iconografia) invece che al loro posto(secondo la reale tradizione del supplizio). A fronte di 65 guarigioni miracolose riconosciute dalla Chiesa riguardo Lourdes, ben 10 milioni sono stati i pellegrini che hanno invocato i favori della vergine nei pressi della fonte sacra (proporzione inferiore a 1:1.000.000   !).

Reliquie

Perquanto riguarda il culto di reliquie, oltre alle 26 teste di santa Giuliana possiamo ricordare il prepuzio di Gesù, conservato a Calcata, vicino Roma, l’asino della domenica delle palme, a Verona, parti dei pannolini di Gesù e briciole del pasto dei cinquemila, a Gaming (Austria) , la cintura della Madonna, caduta mentre ascendeva al cielo, a Prato, del pane piovuto dal cielo per gli ebrei nel Sinai, a Wittemberg (Germania), la scala del palazzo di Pilato, a Roma, il latte della Madonna, a Parigi, Montevarchi, Napoli, Roma , ecc ecc ecc.

Cosa dovrebbe convincerci ad aver fede: i nostri bisogni, I suoi prodigi, l'etica, la mistica, la storicità (più o meno presunta) o qualcos'altro?

Perchè hai visto hai creduto ma io ti dico....................

http://www.fisicamente.net/index-77.htm#ESCL

 

redhero
mercoledì, 29 agosto 2007, ore 00:23

UN DONO

NON COMUNE

(la fede..)

 

 

Mi è arrivato un dono multiplo oggi. Parla di Krishna, di Shaktivedanta Swami Prabhupada, di una via di realizzazione spirituale. Non sono un adepto ma un affascinato da tutti coloro che sentono nella propria religione una presenza realmente trascendente. Penso che abbiano una condizione invidiabile. Quando poi la religione è realmente non violenta, capace di trasmettere valori che vadano aldilà dell'adesione, ne resto sempre colpito. Nella Bhagavad-Gita (il dono multiplo che mi è oggi pervenuto) si parla dei dialoghi tra Krishna (l'Essere supremo, Dio) e il suo devoto Arjunia. Non conosco ancora il testo ma mi sembra opportuno trasmettere queste riflessioni:

 

Se mi si deve accordare un merito personale è solo quello di aver cercato di presentare la Bhagavad-Gita così com'è, senza alcuna modificazione

sua divina grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questo poema esige il più alto rispetto

Immanuel Kant

 

Si tratta dell'opera più sublime e istruttiva che esista al mondo

Arthur Schopenhauer

 

Con la Bhagavad-Gita possiamo avere un'idea di quella che è la più pratica, ma anche la più alta di tutte le religioni dell'India

G. W. Hegel

 

La mia non fu che una serie di tragedie esteriori, e se queste non hanno lasciato su di me nessuna traccia vsibile, indelebile, è dovuto all'insegnamento della Bhagavad-Gita

Mahatma Gandhi

redhero
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domenica, 26 agosto 2007, ore 16:45

 

QUANDO AVVIENE UN MIRACOLO?

il 23 agosto il viterbese è stato colpito da una violenta quanto improvvisa tromba d'aria. Tutto è accaduto nel giro di 15 minuti 

               

(tusciaweb.it)

Tra i vari danni che il fenomeno ha prodotto, c'è stato anche quello della macchina di S. Rosa, una struttura che da centinaia d'anni rievoca un fatto storico-religioso accaduto nel medioevo di viterbo. La M.d.S.R. è una torre alta circa 30 mt.  e pesante 50 q.li portata a spalla per le vie di viterbo da 100 uomini la sera del 3 settembre.

 

Come si intravede dalla foto (http://www.tusciaweb.it/notizie/2007/agosto/23_18crolloalidiluce.htm) il ponteggio costruito intorno alla macchina contiene una scala che consente a personale e operai di salire intorno alla struttura fino alla sua sommità.

Si è immediatamente parlato di miracolo.

In questo post intendo individuare i parametri che nell'immaginario popolare fanno solitamente gridare al prodigio. É stato infatti detto:

...se invece di accadere all'ora di pranzo fosse accaduto in altro momento il bilancio sarebbe stato tragico perchè la struttura in fase di allestimento è solitamente occupata da un certo numero di addetti ai lavori. S. Rosa ha fatto il miracolo...

Un altro episodio del passato che mi ricordo fece considerare l'ipotesi del miracolo (stile marcellino pane e vino) accadde una ventina di anni fa: Un bambino si appese per gioco ad una pesante acquasantiera in una chiesa romana che, non essendo ben assicurata ri rovesciò sul bambino uccidendolo sul colpo. Qualcuno gridò al miracolo dicendo:

Dio ha voluto con se quel bimbo stupendo. É stato un miracolo...

Si potrebbe andar avanti citando altri avvenimenti simili ma tornando a S. Rosa e visto che siamo nel campo delle possibilità, nel campo dei se, direi che se invece fosse capitato qualche incidente a qualcuno si sarebbe potuto continuare a gridare al miracolo perchè:

...per fortuna S. Rosa ha provveduto perchè senza il suo aiuto le cose sarebbero potute andare peggio...

E se fossero morti in molti, si sarebbe potuto continuare a parlare di miracolo perchè:

I superstiti potevano considerarsi miracolati da S. Rosa.

Qualsiasi sia l'entità di una catastrofe potremmo vederci il miracolo solo per il fatto di volercelo vedere. Nella cultura popolare è estremamente abbondante. Basta andare all'ospedale a trovare un amico che ha avuto un incidente: provate a chiedergli quante persone gli hanno detto di essere stato fortunato o miracolato perchè pur avendo diverse ossa rotte... poteva essere morto. Che prodigio..

Ma allora cos'è un miracolo se non quello che noi per cultura vediamo nelle cose che accadono? Come si può attribuire il termine di miracolo a qualcosa che poteva accadere e non è accaduto? É la fede come al solito che ci fa vedere miracoli dove altri non vedono che comuni possibilità? Perchè abbiamo bisogno di vedere il miracolo nelle cose ordinarie? O forse la fede fa si che noi compiamo i miracoli?

Quando però ci confrontiamo con fatti davvero inspiegabili allora ritengo che gli autori siamo noi. Quando penso a gente che passa la vita diffondendo compassione per il prossimo, a preti che non si sa come tengono in piedi comunità di recupero dalle tossicodipendenze, a persone come Ghandi, Martin Luter King, Madre Teresa, Gesù, Gautama Buddha, Sri Prabuphada e tanti altri anonimi che nel mondo si spendono in favore del prossimo percependo le sue sofferenze. Questi sono miracoli che letteralemente producono il centuplo di quello che si è speso. Penso che i prodigi li vediamo perchè abbiamo un disperato bisogno di vederli, ma senza rendercene conto abbiamo anche un disperato bisogno di farli. 

 

redhero
giovedì, 16 agosto 2007, ore 22:08

HARE KRISHNA

Da una conversazione di
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
fondatore dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna 
con Bob Cohen
- 27 Febbraio 1972

 tratto integralmente da:

© 2007 The Bhaktivedanta Book Trust International. All rights reserved.

 

Bob: Qual è la definizione di scienziato?


Prabhupada: Uno scienziato è colui che conosce la verità delle cose.


Bob: "Pensa" di sapere come stanno le cose in realtà.


Prabhupada: Come?


Bob: "Spera" di sapere come stanno veramente le cose.


Prabhupada: No, deve saperlo. Noi ci rivolgiamo a uno scienziato perché supponiamo che abbia una conoscenza esatta. Essere scienziato significa conoscere come stanno le cose in realtà. Il più grande scienziato è Krishna. La parola "Krishna" significa "infinitamente affascinante".


Bob: Infinitamente affascinante?


Prabhupada: Sì. Se Dio non fosse infinitamente affascinante, come potrebbe essere Dio? Un uomo è importante quando è attraente, non è così?


Bob: Sì.


Prabhupada: Dio dev'essere attraente, e lo deve essere per tutti. Perciò, se Dio ha un nome, o se tu vuoi darGli un nome, questo nome può essere solo "Krishna". 


Bob: Perché solo il nome Krishna?


Prabhupada: Perché Dio è infinitamente affascinante, e Krishna significa "infinitamente affascinante".


Bob: Ho capito.


Prabhupada: Dio non ha nome, ma possiamo darGli un nome in accordo alle Sue qualità. Se una persona ha un bell'aspetto la chiamiamo "bella", se è molto intelligente la chiamiamo "saggia". Il nome le viene dato secondo le qualità che possiede. Poiché Dio è infinitamente affascinante, solo a Lui può essere dato il nome Krishna. Krishna significa "infinitamente affascinante". Include tutto.


Bob: Non potremmo attribuirGli un nome che significa "onnipotente"?


Prabhupada: Sì… certamente. Se non avesse la potenza, come potrebbe essere completamente affascinante?


Syamasundara: [Un devoto americano, segretario di Srila Prabhupada] Il nome "Krishna" include tutto.


Prabhupada: Tutto. Dio dev'essere molto bello, molto saggio, molto potente, molto famoso...


Bob: Esistono persone che non sono attratte da Krishna ?


Prabhupada: No. Tutti sono attratti da Krishna. Chi non Ne è attratto? Fammi un esempio di un uomo o di qualunque altro essere vivente che non sia attratto da Krishna.


Bob: Qualcuno, per esempio, che pur sapendo di sbagliare, desidera comportarsi in un modo non corretto per guadagnare potere, prestigio o denaro, potrebbe non essere attratto da Dio. Potrebbe trovare Dio poco attraente perché Dio lo farebbe sentire colpevole.


Prabhupada: Non è attratto da Dio ma è attratto dal potere. Tutti vogliono diventare potenti e ricchi, ma nessuno è più potente e più ricco di Krishna. perciò, in ultima analisi, quest'uomo è attratto da Krishna.


Bob: Se una persona prega Krishna per diventare ricca, lo diventerà?


Prabhupada: Oh, sì.


Bob: Si può diventare ricchi in questo modo?


Prabhupada: Certamente. Poiché Krishna è onnipotente, se tu Lo preghi perché ti faccia diventare ricco, Krishna ti renderà ricco.


Bob: Anche se qualcuno non vive onestamente, ma prega per diventare ricco, ha la possibilità di arricchirsi?


Prabhupada: Pregare Krishna non è un atto disonesto.


Bob: Questo è vero.


Prabhupada: [sorridendo] In un modo o nell'altro se prega Krishna, vuol dire che non è poi così disonesto. Krishna dice nella Bhagavad-gita: api cet suduracaro bhajate mam ananya-bhak. Conosci questo verso?


Bob: Sì. Non lo conosco in sanscrito, ma ne conosco la traduzione. "Anche se chi Mi prega è l'uomo più malvagio, sarà sicuramente elevato".

 
Prabhupada: Pregare Krishna non è mai un atto sbagliato. Krishna è infinitamente affascinante, come confermano anche i Veda: raso vai sah, la verità Assoluta, Dio, la Suprema persona, è la fonte di tutta la felicità. Ognuno cerca di avere una relazione con qualcun altro perché sa che ne trarrà piacere. Supponiamo che un uomo stia bevendo. Perché beve? Perché ne trae piacere. Un uomo desidera del denaro perché ne trae piacere. I Veda dicono: raso vai sah. L'esatto equivalente sanscrito della parola piacere è rasa. [Malati, la moglie di Syamasundara, entra con un vassoio di cibo]


Prabhupada: Che cos'è?


Malati: Melanzane fritte.


Prabhupada: Oh! Attraente! Infinitamente attraente! [tutti ridono]


Syamasundara: Perché Krishna è il più grande scienziato?


Prabhupada: Perché conosce tutto. uno scienziato è colui che ha una completa conoscenza in un determinato campo. Krishna conosce ogni cosa.


Bob: Attualmente insegno scienze.


Prabhupada: Insegnare va bene, ma senza avere una conoscenza perfetta, come puoi insegnare? Questa è la nostra domanda.


Bob: Si può insegnare anche senza avere una conoscenza perfetta.


Prabhupada: Questo non è insegnare, è ingannare. Gli scienziati dicono: "All'inizio c'era un brodo cosmico... poi ebbe luogo la creazione. Forse... può darsi..." Questo si chiama ingannare, non insegnare!


Bob: Vorrei capire bene ciò che hai detto questa mattina, era una cosa interessante. Ho fatto una domanda sui miracoli e tu hai risposto che solo uno sciocco potrebbe credere nei miracoli. Supponiamo che tu sia un bambino e vedi un adulto che solleva questo tavolo; per te è un miracolo. Così, se un chimico, combinando un acido e una base provoca del fumo, un'esplosione o qualcosa di simile, per la persona ignorante è un miracolo. Ma in realtà dietro ogni cosa c'è un procedimento, ed è solo l'ignoranza di questo procedimento che ci fa credere che avvenga un miracolo. Solo uno sciocco, dunque, può credere nei miracoli, e correggimi se sbaglio, tu hai detto che quando Gesù venne, a quel tempo la gente era più ignorante e aveva bisogno di vedere dei miracoli per poter comprendere. Ho capito bene?


Prabhupada: Sì, i miracoli sono per la gente ignorante.


Bob: Ho fatto questa domanda perché si sente dire che in India ci sono persone che compiono miracoli.

Prabhupada: I miracoli più grandi li fa Krishna. Anche la regina Kunti lo afferma...


Bob: Anche se non ho una conoscenza perfetta, non potrei insegnare qualcosa? potrei, per esempio...


Prabhupada: Tu puoi insegnare solo ciò che conosci.


Bob: Cioè, non dovrei pretendere d'insegnare più di quello che so.


Prabhupada: Sì, altrimenti è una truffa.


Syamasundara: In altre parole, non si può insegnare la verità con una conoscenza parziale.


Prabhupada: Ma un essere umano non può avere una conoscenza perfetta perché i suoi sensi sono imperfetti come si può dunque insegnare una conoscenza perfetta? Per esempio, quando guardi il sole, ti appare come un disco. Non hai modo di avvicinarti al sole, e anche se dici che possiamo vederlo col telescopio o con qualche altro strumento, devi ammettere che questi strumenti sono imperfetti perché sono fatti da te, che sei imperfetto. Quindi la tua conoscenza del sole è imperfetta. Di conseguenza non dovresti insegnare ciò che riguarda la natura del sole se non hai acquisito una conoscenza perfetta. Altrimenti non faresti che ingannare gli altri.


Bob: E se io insegnassi che il sole dista, come si suppone, 93 milioni di miglia?


Prabhupada: Dire "si suppone" non è più scientifico.


Bob: Allora nessuna scienza sarebbe scientifica.


Prabhupada: Questo è il punto!


Bob: Ma tutte le scienze, come tu sai, sono basate su ipotesi.


Prabhupada: Perciò il loro insegnamento è imperfetto. Per esempio, ora si parla molto della luna, ma pensi che la conoscenza degli scienziati in questo campo sia perfetta?


Bob: No.


Prabhupada: E allora?


Bob: Qual è il vero dovere di un insegnante nella società? Per esempio, un insegnante di scienze, come me, come dovrebbe comportarsi in classe?


Prabhupada: In classe? Dovrebbe semplicemente insegnare la scienza di Krishna.


Bob: No dovrebbe insegnare...


Prabhupada: No, la scienza di Krishna include tutte le altre scienze. lo scopo di un insegnante dovrebbe essere quello di far conoscere Krishna.

 
Bob: Potrebbe uno scienziato insegnare la scienza di come combinare acidi e alcalini, e mettere Krishna come oggetto di questa scienza?


Prabhupada: Come è possibile?


Bob: Studiando le scienze si osservano le leggi della natura, che indicano l'esistenza di una forza che le controlla...


Prabhupada: Stavo spiegando questo proprio l'altro giorno. Domandai a un chimico se l'unione dell'idrogeno e dell'ossigeno, secondo le formule chimiche, avrebbe dato origine all'acqua. Non è così?


Bob: Sì.


Prabhupada: Allora, per formare tutta l'acqua contenuta nell'Oceano Atlantico e nell'Oceano Pacifico, qual è stata la quantità di elementi necessaria?


Bob: Quantità?


Prabhupada: Sì. Quante tonnellate?


Bob: Molte!


Prabhupada: E chi le ha fornite? Qualcuno deve averle fornite.


Bob: Dio.


Prabhupada: Questa è scienza. Tu puoi insegnare in questo modo.


Bob: Non dovrei insegnare anche, per esempio, che acidi e alcalini insieme formano un neutro?


Prabhupada: Ci sono tante soluzioni chimiche, ma chi fornisce gli acidi e gli alcalini? [Segue una lunga pausa]


Bob: Indubbiamente devono venire dalla stessa sorgente da cui viene l'acqua.


Prabhupada: Sì. Non puoi formare l'acqua se non hai l'idrogeno e l'ossigeno. esistono vaste riserve d'acqua, non solo questo Oceano Atlantico e Pacifico; ci sono milioni di pianeti e milioni di Oceani Atlantico e Pacifico. Chi ha creato tutta quest'acqua combinando l'idrogeno e l'ossigeno, e chi ha fornito questi elementi? Questa è la nostra domanda. Qualcuno deve averli forniti, altrimenti da dove avrebbero tratto la loro esistenza?


Bob: Ma non si deve insegnare come fare l'acqua combinando l'idrogeno e l'ossigeno? La procedura di bruciarli insieme...


Prabhupada: Questo è secondario, non è difficile da imparare. Per esempio, Malati ha fatto questo puri (un tipo di pane) con la farina e il ghi (burro chiarificato). Ma se non c'è il ghi e la farina, come si può fare un puri? Nella Bhagavad-gita troviamo questa affermazione: "Terra, acqua, fuoco e aria sono le Mie energie". Che cos'è il corpo? Il tuo corpo è fatto della tua energia. Per esempio, quando mangio creo dell'energia, e questa energia sostiene il mio corpo.


Bob: Ma il cibo contiene l'energia che ha ricevuto dal sole.


Prabhupada: Sto solo facendo un esempio. Con la digestione del cibo tu crei l'energia che mantiene il tuo corpo. Se la tua dieta non è equilibrata, il corpo s'indebolisce e si ammala. Similmente, il gigantesco corpo cosmico, cioè l'universo, è fatto dell'energia di Krishna. Non si può negare. Come il tuo corpo è fatto della tua energia, così il corpo universale dev'essere fatto dell'energia di qualcuno. Questo qualcuno è Krishna. [C'è una lunga pausa]


Bob: Per capire bene devo rifletterci un po'.


Prabhupada: Che cosa c'è da capire? E' semplice. [Ride] Ogni giorno i tuoi capelli crescono perché tu hai energia.


Bob: L'energia la ottengo dal cibo.


Prabhupada: In qualche modo l'hai ottenuta e grazie a questa energia i tuoi capelli crescono. E se il tuo corpo è fatto della tua energia, la gigantesca manifestazione cosmica è fatta dell'energia di Dio. E' evidente. L'universo non è stato creato dalla tua energia.


Bob: Ho capito.


Un devoto: Anche i pianeti di questo universo... non sono un prodotto dell'energia del sole?


Prabhupada: Sì, ma chi ha prodotto il sole? l'energia di Krishna. Il sole sprigiona calore, e Krishna dice, bhumir apo 'nalo vayuh : "Il calore è una delle Mie energie". Il sole è la rappresentazione dell'energia di calore di Krishna. Non è la tua energia. Non puoi dire "il sole è una mia creazione", ma non puoi neanche negare che qualcuno lo ha creato. Krishna dice che l'ha creato Lui. Noi crediamo in Krishna, perciò siamo "Krishnaiti".


Bob: Krishnaiti?


Prabhupada: Sì. La nostra conoscenza è perfetta. Se dico che il calore è un'energia di Krishna, tu non puoi negarlo poiché non è una tua energia. Nel tuo corpo c'è una certa quantità di calore, e il calore è l'energia di Krishna, come Lui stesso conferma nella Bhagavad-gita. La mia conoscenza, dunque, è perfetta. Poiché accetto la versione del più grande scienziato divento anch'io il più grande scienziato. Potrei essere uno sciocco, ma poiché attingo la conoscenza dal più grande degli scienziati la mia conoscenza è perfetta. Qual è la difficoltà?


Bob: Come?


Prabhupada: Non è difficile diventare il più grande scienziato se si attinge la conoscenza dal più grande degli scienziati. Krishna afferma: "Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza ed ego sono le Mie otto energie separate".


Bob: Energie separate?


Prabhupada: Sì, esattamente come il latte. Che cos'è il latte? L'energia separata della mucca. [Syamasundara e Bob ridono stupiti.] Non è così? E' la manifestazione dell'energia separata della mucca.


Syamasundara: Come un sottoprodotto?


Prabhupada: Sì.


Bob: Che cosa significa energia separata?


Prabhupada: "Separata" significa che è prodotta dal corpo della mucca ma non è la mucca.


Bob: Se ho capito bene, questo pianeta e tutto ciò che esiste è prodotto da Krishna, ma non è Krishna.


Prabhupada: Esatto. Oppure si può dire che è Krishna e non è Krishna allo stesso tempo. Questa è la nostra filosofia: unità e differenza simultanee. Non si può dire che le cose siano differenti da Krishna perché senza di Lui niente può esistere, ma allo stesso tempo non si può adorare qualsiasi cosa pensando così di adorare Krishna. I panteisti dicono che tutto è Dio, perciò qualsiasi cosa facciamo è un'adorazione di Dio. Questa è la filosofia mayavada, che sostiene che tutto è Dio perché tutto è prodotto da Dio. La nostra filosofia, invece, afferma che tutto è Dio ma simultaneamente è differente da Lui.


Bob: Allora che cos'è Dio? C'è qualcosa su questa terra che è Dio?


Prabhupada: Tutto è prodotto dall'energia di Dio, ma ciò non significa che adorando qualsiasi cosa si adori Dio.


Bob: Allora che cosa c'è sulla Terra che non è maya (illusione)?


Prabhupada: Maya significa "energia" oltre che "illusione". Le persone sciocche scambiano l'energia con la sua sorgente. Questo è maya. Per esempio, i raggi del sole, che sono l'energia del sole, entrano nella tua stanza, ma non per questo puoi dire che nella stanza è entrato il sole. Se il sole entrasse nella tua stanza, tu e la tua stanza sareste distrutti in un momento; non faresti neppure in tempo ad accorgerti che il sole è entrato. Non è così?


Bob: Sì.


Prabhupada: Allo stesso tempo, però non si può dire che i raggi del sole non siano il sole, poiché senza il sole i raggi non potrebbero esistere. Non si può dire dunque che i raggi del sole non siano il sole, ma allo stesso tempo sono differenti dal sole. Sono il sole e non lo sono. Questa è la nostra filosofia. Acintya-bhedabheda: inconcepibile. Da un punto di vista materiale non si può concepire come una cosa possa essere simultaneamente positiva e negativa; è impensabile. Poiché tutto è energia di Krishna, Egli può manifestarsi in una qualunque delle Sue energie. Perciò, quando adoriamo Krishna in una forma fatta di metallo (la forma divina nel tempio), è Krishna che noi adoriamo, poiché il metallo è un'energia di Krishna e non è differente da Lui. Inoltre Krishna è onnipotente perciò può manifestarSi pienamente nella Sua energia; l'adorazione della forma di Dio nel tempio non è dunque idolatria, ma è autentica adorazione di Dio, ammesso che si conosca il metodo per eseguirla.


Bob: Se si conosce il metodo, la Divinità diventa Krishna?


Prabhupada: Non diventa, è già Krishna.


Bob: Krishna Si manifesta in una forma fatta di elementi materiali solo se si conosce il metodo per adorarla?


Prabhupada: Sì, prendiamo l'esempio del filo elettrico. Se sai come collegarlo alla presa di corrente ne puoi ricavare energia elettrica, altrimenti rimane solo un filo.


Bob: Perciò, se costruisco una statua di Krishna, non è Krishna a meno che...


Prabhupada: E' Krishna. Ma devi imparare il metodo per capire che è Krishna.


Bob: Non è solo terra e fango.


Prabhupada: No. La terra non ha un'esistenza separata da Krishna. Krishna afferma che è una Sua energia. Non si può separare l'energia dalla sua sorgente; non si può, per esempio, separare il calore dal fuoco, anche se il calore è differente dal fuoco. Quando ti riscaldi il calore è differente dal fuoco. Quando ti riscaldi non vuol dire che stai toccando il fuoco; il fuoco sprigiona calore ma continua a mantenere la sua identità. Così, sebbene Krishna crei ogni cosa attraverso le Sue energie, Egli rimane sempre una persona. I filosofi mayavadi pensano che se Krishna è tutto Egli abbia perso la Sua identità personale. Questo è un modo materiale di pensare. Per esempio, se bevo questo latte, quando lo finirò non avrò più latte; si sarà trasferito nel mio stomaco. Ma Krishna non è così. Egli è onnipotente. Noi stiamo continuamente usando la Sua energia, ma Egli esiste ancora. Un uomo può avere un grande numero di figli, ma lui rimane, non si esaurisce solo perché ha prodotto centinaia di figli. Similmente, Dio o Krishna, nonostante abbia creato un numero illimitato di figli, esiste ancora individualmente.

purnasya purnam adaya
purnam evavasisyate

"Poiché Dio è il tutto completo, anche se infinite unità complete in sé stesse emanano da Lui, Egli rimane il tutto completo". Questa è la coscienza di Krishna. Krishna non finisce mai, è onnipotente, perciò è infinitamente affascinante. Questo è solo un aspetto della manifestazione dell'energia di Krishna, ma Krishna ha un numero infinito di energie. Lo studio delle energie di Krishna è solo una parte della conoscenza di Krishna; se continui a studiare questa filosofia, la tua conoscenza di Krishna aumenterà. Noi non diciamo "forse è così, forse non è così"; noi diciamo che "è così" in modo assoluto.

 
Syamasundara: Non si finisce mai di studiare Krishna.

 

redhero