COSA
E QUANDO SONO
I MIRACOLI?

Antonia Raco - affetta dal 2004 da SLA (sclerosi laterale amiotrofica)
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"Non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo". Così il neurologo Adriano Chiò delle Molinette di Torino ha commentato l'improvviso miglioramento delle condizioni di Antonietta Raco, 50 anni, la donna lucana che, affetta da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha ripreso a camminare dopo un pellegrinaggio al santuario di Lourdes. Negli ultimi quattro anni la malattia l'aveva costretta alla carrozzella.
Il resto del pezzo consultabile qui.
Pubblico questo post al solo scopo di riflettere su:
- l'attuale conoscenza del mondo
- l'attuale conoscenza di Dio (e/o Assimilabili)
- l'attuale conoscenza di noi stessi
- l'eventualità del falso
in altri termini
- il livello di conoscenza delle nostre attuali scienze mediche biologiche e naturali
- L'eventualità di una reale (per così dire) irruzione partecipativa di Dio (e/o quant'altro) nello spazio e nel tempo
- l'eventuale intangibilità e relativa consapevolezza delle nostre possibilità
- l'evenienza di un inganno mediatico
Ultima riflessione:
possiamo almeno ogni tanto affrancarci dal desiderio di VOLERE che le cose siano in un certo modo piuttosto che in un certo altro? Siamo capaci di mantenere un atteggiamento, critico ma anche possibilista, interessato, curioso, rispettoso, realmente agnostico di fronte a episodi che la scienza attuale dichiara apertamente inspiegabili? Riusciamo ad evitare di "tifare" per una sola tra le tante possibilità esplicative?
ANIMA E.. CUORE
(non è una canzone napoletana)
Per chi ritiene che la figura del ricercatore non possa in alcun modo avere a che fare con fede e trascendenza, pubblico senza commenti una curiosa interazione tra un importante chirurgo cardio vascolare canadese Wilfred Gordon Bigelow, e il fondatore dell'associazione per la coscienza di Krishna Bhaktivedanta Swami Prabhupada.
Questo post si propone di sottolineare due aspetti: la differenza di atteggiamento tra un uomo di scienza e un uomo di fede rispetto alle domande estreme sull'esistenza umana, ma anche come non sia vero che tutti gli uomini di scienza siano esenti da esigenze teistico/trascendenti (abbondanti esempi di assoluta eccellenza).
A questo post ne seguirà almeno un altro più attuale per sollecitare il dubbio non solo nelle menti esclusivamente "obnubilate" dei fedeli di ogni tipo, ma anche in quelle esclusivamente "razionali" che considerano ogni tipo di spiritualità (più o meno codificata) come un effimero effetto indesiderato del progresso umano.
Il Dottor Wilfred G. Bigelow, direttore della sezione di chirurgia cardiovascolare presso l'ospedale generale di Toronto, assertore convinto dell'esistenza dell'anima, dichiara di ritenere che sia "giunto il momento di svelare l'enigma e di scoprire di che cosa si tratta."
Bigelow è uno dei membri del comitato che si era presentato davanti all'Essex County Medical-Legal Society al fine di discutere i problemi collegati alle ricerche che mirano a determinare il momento esatto della morte.
La questione assume un carattere essenziale in questa era di trapianti di cuore o di altri organi, nel caso in cui i donatori siano inevitabilmente in punto di morte.
L'Associazione dei Medici canadesi ha pubblicato una definizione ampiamente accettata della morte, che coinciderebbe con l'istante in cui il paziente, in coma, non risponde più al minimo stimolo, e l'elettroencefalogramma segna una linea orizzontale continua. Gli altri membri del comitato erano il giudice Edson L. Haines, della Corte Suprema dell'Ontario e J. Francis Leddy, presidente dell'Università di Windsor.
Sviluppando i differenti punti sollevati durante la discussione, Bigelow rivelò, in un'ulteriore intervista, che i suoi trentadue anni di pratica chirurgica gli avevano confermato, senza il minimo dubbio, l'esistenza dell'anima. "Ci capita a volte, egli dice, di essere presenti nel momento del trapasso; notiamo allora il verificarsi di misteriose trasformazioni."
"Una delle più evidenti è l'improvvisa assenza di vita negli occhi, che perdono tutta la loro luminosità. Essi diventano opachi e letteralmente senza vita."
"È difficile presentare una documentazione di queste osservazioni.
A dire il vero, non credo che sia veramente possibile farlo." Bigelow, che gode di una notorietà mondiale per la sua abilità chirurgica in campo cardio-vascolare e come pioniere del metodo di "congelazione" chirurgica detta ipotermia, spiega che una "ricerca sull'anima" dovrebbe essere intrapresa all'interno delle università dagli studiosi di teologia e di discipline ad essa connesse.
Nel corso di questa discussione, Leddy affermò: "Se l'anima esiste, non potrete vederla. Non potrete trovarla." Se veramente esiste un principio vitale, che cos'è?" Una delle difficoltà principali è che "l'anima non si situa in nessun punto preciso all'interno del corpo. Pervade il corpo, ma non si può localizzare." Sarebbe bene cominciare a fare esperimenti, ma non vedo come sarebbe possibile ottenere il minimo dato in questo campo." Leddy aggiunse che questa discussione gli ricordava le affermazioni del cosmonauta sovietico che, al suo ritorno sulla Terra, negò l'esistenza di Dio perché non L'aveva visto lassù.
"Può essere, rispose Bigelow, ma nell'ambito della medicina moderna, quando ci si scontra con un problema che sembra insolubile, la parola d'ordine è scoprire la risposta, sottometterla al laboratorio, andare avanti fino al punto di poter scoprire la verità." "L'interrogativo centrale, aggiunge Bigelow, è il seguente: Dove risiede l'anima, e da dove viene?"
Srila Prabhupada presenta
la testimonianza vedica
Caro Dottor Bigelow,Le porgo i miei saluti. Ho recentemente letto un articolo sulla Gazette di Rae Corelli, intitolato "Un chirurgo del cuore vuole sapere che cos'è l'anima" e l'ho trovato molto interessante. I suoi commenti rivelano una grande perspicacia, e questo mi ha suggerito l'idea di scriverle a questo proposito. Può darsi che lei sappia che sono il fondatore acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.
Abbiamo molti centri in Canada a Montreal, Toronto, Vancouver e Hamilton. Il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna si propone in particolare di far conoscere a ogni anima la sua condizione originale e spirituale. Senza alcun dubbio l'anima è presente nel cuore dell'essere vivente ed è la fonte di tutte le energie che sostengono il corpo. L'energia dell'anima è diffusa in tutto il corpo, e questa energia è definita coscienza. Poiché questa coscienza diffonde l'energia dall' anima in tutto l'organismo, l'essere prova sensazioni di dolore e di piacere in ogni parte del suo corpo. L'anima è individuale e trasmigra da un corpo a un altro, proprio come una persona passa dall'infanzia all'adolescenza e quindi alla vecchiaia. La morte sopraggiunge quando passiamo da un corpo a un altro, come se abbandonassimo un vestito usato per indossarne uno nuovo. Questo passaggio è definito trasmigrazione dell'anima.
Quando un'anima, avendo dimenticato la sua vera dimora nel mondo spirituale, desidera gustare i piaceri di questo mondo materiale, riceve allora una vita durante la quale deve lottare duramente per sopravvivere. Tuttavia l'anima ha la possibilità di porre fine a questa vita artificiale in cui si sperimentano senza sosta nascita, malattia, vecchiaia e morte, quando la sua coscienza si unisce alla coscienza suprema di Dio. Questo è il principio fondamentale del nostro Movimento per la Coscienza di Krishna. Per quanto riguarda i trapianti cardiaci, essi non possono riuscire se non quando l'anima del ricevente dà la sua energia al cuore trapiantato. È necessario quindi che la presenza dell'anima sia accettata. Durante il rapporto sessuale, se l'anima è assente non avverrà alcun concepimento, alcuna gravidanza. La contraccezione ha l'effetto di deteriorare l'utero in modo tale che l'anima non vi può rimanere; la contraccezione si oppone alle leggi di Dio. È per ordine di Dio che un'anima è inviata nell'utero di una determinata madre. I metodi contraccettivi impediscono all'anima di impiantarvisi e l'anima dovrà allora essere affidata a un'altra madre. Ciò significa disubbidire al Supremo. Prendiamo l'esempio di un uomo che si suppone debba vivere in un determinato appartamento. Se, in un modo o nell'altro, gli viene impedito di entrarvi, egli avrà grossi problemi. Questo atto costituisce un'interferenza illegale; è un reato passibile di punizione secondo la legge.
Il fatto di intraprendere una "ricerca sull'anima" contribuirebbe certamente all'avanzamento della scienza. Ma per quanto grande sia il progresso della scienza, nessuno potrà scoprire l'anima. La sua presenza può essere accettata solo attraverso una comprensione indiretta; leggiamo infatti nelle Scritture vediche che le dimensioni dell'anima equivalgono alla decimillesima parte della punta di un ago. È quindi impossibile per gli scienziati isolare l'anima.
Dobbiamo semplicemente accettarne l'esistenza affidandoci alle affermazioni delle autorità superiori. Ciò che i più grandi scienziati cominciano a scoprire ora, noi l'abbiamo già spiegato molto tempo addietro.
Dal momento in cui si comincia a capire l'esistenza dell'anima, si può subito capire l'esistenza di Dio. La differenza tra Dio e l'anima è che Dio è un'anima infinita, mentre l'essere vivente è un'anima infinitesimale, ma qualitativamente le due anime sono uguali. Dio è onnipresente, e l'essere vivente è "localizzato", ma la loro natura e i loro attributi sono identici.
Lei dice che la questione principale sarebbe quella di "determinare dove si trova l'anima e qual è la sua origine". Questo non è difficile da capire.
Abbiamo già detto che l'anima risiede nel cuore dell'essere vivente e si rifugia in un altro corpo dopo la morte. In origine l'anima proviene da Dio. Come una scintilla che proviene dal fuoco sembra estinguersi quando cade lontano dal fuoco, così la scintilla dell'anima proviene in origine dal mondo spirituale.
In questo mondo materiale, l'anima subisce l'influenza di tre condizioni che sono proprie della natura materiale, la virtù, la passione e l'ignoranza. Quando una scintilla entra in contatto con l'erba secca rimane incandescente; se cade sul terreno, invece, non può manifestare nessuna incandescenza, a meno che non vi trovi qualche combustibile; se poi cade sull'acqua si estingue. Possiamo constatare quindi che l'anima conosce tre tipi di condizioni di esistenza. Un essere individuale avrà completamente dimenticato la sua natura spirituale, un altro l'avrà quasi dimenticata, pur mantenendo l'istinto spirituale; un altro ancora sarà costantemente alla ricerca della perfezione spirituale. Esiste un metodo autorizzato per raggiungere la perfezione spirituale, e se l'anima è ben guidata può facilmente tornare alla sua dimora originale, nel regno di Dio.
Sarebbe un grande contributo per la società umana se l'insegnamento autentico delle Scritture vediche potesse essere presentato sulla base della comprensione scientifica moderna. I fatti esistono già: basta presentarli in modo adeguato alla capacità di comprensione di oggi.
Enorme sarebbe il contributo di medici e scienziati di questo mondo se aiutassero l'uomo a capire la scienza dell'anima.
Sinceramente suo,
A.C. Bhaktivedanta Swami
CONTRO
SPECULAZIONE 1
dalla scienza alla fede
L’approccio principalmente scientifico e/o filosofico a qualsiasi forma di culto, tenta di far emergere le incongruenze e le incompatibilità ontologiche tra immanente e trascendente. Questo modo di affrontare la “teologia” in modo rigorosamente immanentistico, attacca la fede su tre fronti:
- contesta l’impossibilità di pervenire a qualsiasi risultato verificabile
- svuota la domanda del suo stesso senso
- critica l’etica religiosa osservandone gli aspetti oggi inaccettabili (secolarizzazione)
Per dirla alla Isvari questo approccio è semplice e sterile “speculazione”.
Bene.
In questa serie di post, vorrei sollecitare reazioni all’approccio inverso, quello cioè di credenti, veri, preparati, colti, sensibili, che “controspeculano” partendo da riferimenti scientificamente utili ad affermare e a dare sostanza al proprio credo.
Occasione ghiotta per contro-speculare è offerta dal volumetto di S.D.G. A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupāda “ANTIMATERIA ED ETERNITÀ” una pubblicazione edita in lingua italiana (1975).
In occasione del conferimento del Nobel a Emilio Segre e Owen Chamberlain per le note scoperte di antiparticelle elementari, nelle pagine iniziali del volumetto si legge:
1) Esiste una particella di antimateria di qualità opposte a quella della materia finora conosciuta.
2) Esiste un altro mondo oltre a quello conosciuto
3) Questi due mondi possono ad un certo momento urtarsi e annientarsi reciprocamente.
LA PARTICELLA D’ANTIMATERIA
L’antimateria di cui parlano i fisici non è che un altro aspetto della materia e le sue caratteristiche sono state descritte sopra. I due primi principi si applicano anche all’antimateria descritta nei testi vedici, ma il terzo non le si addice. In realtà l’antimateria di cui parleremo, avendo tutte le qualità opposte a quelle della materia, è superiore a quest’ultima. La meteria, per costituzione, è soggetta all’annientamento, al contrario dell’antimateria. Se la materia è distruttibile e divisibile, l’antimateria, che ha una natura contraria, deve essere indivisibile e indistruttibile. Cercheremo, in quest’opera, di spiegare questi punti grazie alle preziose informazioni contenute nei testi vedici.

LE SCRITTURE VEDICHE
Le scritture più antiche e più conosciute nel mondo sono i Veda ….
…. Le 108 Upanisad fanno parte dei 4 Veda e spiegano i Purāna. La Baghavad-gitā, che riassume tutti gli scritti vedici, ne è l’essenza; essa è anche la porta che permette di accedere ai Vedānta-Sūtra. Fu enunciata 5000 anni fa da Śrī Krsna (Dio), quando, dal mondo di antimateria, venne in questo mondo materiale….
L’ANTIMATERIA: ENERGIA SUPERIORE
La Baghavad-gitā elabora i concetti dei fisici e li complet. Essa spiega, in modo estremamente chiaro e preciso, l’esistenza di due forme di energia: l’energia superiore e quella inferiore, opposte per natura; l’energia superiore (parā-prakrti) costituisce l’essere vivente e l’Universo d’antimateria, mentre l’energia inferiore (aparā-prakrti) compone questo mondo materiale. La materia è inerte, non ha il potere di creare perché è di natura inferiore; ma l’energia superiore, cioè l’esserer vivente (l’anima) può animare la materia e combinare gli elementi che la compongono. (LE DUE ENERGIE VENGONO DA KRISHNA, LA PERSONA SUPREMA).
Quando pensiamo ad un’energia, la nostra mente corre naturalmente verso la sua sorgente; l’energia elettrica per esempio, ci fa pensare alla centrale da cui proviene; anche la luce e il calore hanno una sorgente comune, il fuoco.
Un’energia non è mai indipendente, e così le due energie, l’inferiore e la superiore, provengono entrambe da una sorgente unica. Questa sorgente deve essere “pienamente cosciente” di tutto ciò che esiste e quindi possedere intelligenza, pensiero e volontà. Deve essre quindi una persona, la Persona Suprema: Śrī Krsna, Dio, l’Infinitamente Affascinante.
…
…Le recenti scoperte dei fisici non sono che un inizio; bisogna che continuino le loro ricerche per poter pervenire alla fonte della materia.
La fisica è (se non infinitamente) incredibilmente affascinante, e con le sue pseudo scorrettezze quantistiche autorizza apparentemente ad effettuare qualsiasi volo pindarico, speculazione e contro speculazione.
Ma fino a che punto?
La logica ... di DIO
by Kurt Godel

Albert Einstein insieme a Kurt Godel.
Per chi non lo conoscesse, Godel è una delle menti piu' acute del novecento, forse il più grande tra i logici di tutti i tempi.
Un suo libretto del '41, portava questo titolo: la dimostrazione logica dell'esistenza di DIo in termini matematici.
Forse qualche lettore rimarra' un po deluso dalla quantita' di matematica necessaria ad argomentare questo poderoso assunto.
Un altra notevole sorpresa (ma non delusione per carita') sta nel notare che uno dei due curatori della revisione italiana e' Piergiorgio Odifreddi, assieme a Gabriele Lolli. Considerata la odifreddiana avversione per tutto quanto concerne metafisica e trascendenza, la scelta lascia il dubbio del sospetto. Difatti Odifreddi non esita ad evidenziare questa curiosita': mostrando con soddisfazione una copia del suo volume al logico Dana Scott (nel 1970), Goedel gli riferi' di non volerlo pubblicare per il timore di essere scambiato per un credente.
Ad ogni modo sembra proprio che Godel fosse tutt'altro che ateo.
Tre anni prima della morte rispose ad un questionario sulla religione professandosi un teista non panteista, piu' vicino a Liebniz che a Spinoza.
Furono ritrovate nel '61 alcune lettere inviate alla madre. In una scriveva:
La parte più consistente e soddisfacente dell'apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo davvero per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L'essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perchè Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall'inizio.
K.G.
Meditiamo.
TEISTA,
AGNOSTICO,
ATEO.

ENERGIA...
...SANTA

"Un generoso prestito di Allah"
Molti mussulmani condividono e credono in questo assunto energetico-fideistico considerando l'enorme patrimonio petrolifero nascosto nel sottosuolo mediorientale. I più radicali non hanno problemi nell'affermare che ovunque nel mondo si riuniscano un gran quantità di mussulmani, là comparirà senza dubbio l'oro nero, in una sorta di benedizione che Allah conferirebbe al suolo calpestato dai suoi fedeli. Delle tredici nazioni OPEC dieci sono mussulmane. Fulcro petrolifero è l'Arabia, paese con il maggior numero di riserve sul pianeta e centro dell'Islam. Lì è nato Maometto, lì sorgono le città sante della Mecca e Medina. Nonostante gli analisti geopolitici sorridano di queste considerazioni basate sul dono diretto di Allah ai suoi fedeli, i sorrisi hanno cominciato a diminuire finendo con lo spegnersi definitivamente quando il "buon Osama" ha iniziato a incitare i suoi seguaci a riappropiarsi della loro terra santa istituendo lo stato islamico universale e proponendo un costo del petrolio di 144 dollari al barile.
Le vicende del petrolio danno credito all'idea che la storia toglie con una mano ciò che ha donato con l'altra.
La fonte energetica che nel 900 ha fatto dell'occidente una forza economica, politica e culturale incontrastata, oggi, posseduta e gestita da un mondo islamico determinato a cambiare le regole del gioco riconquistando il proprio status di arbitro culturale e religioso globale, può realmente diventare l'arma che lo distruggerà.
Una cosa è certa: Islam e petrolio sono legati indissolubilmente. In questo secolo il destino dell'uno determinerà largamente quello dell'altro.
Jeremy Rifkin pubblicava queste riflessioni nel 2002, quando il costo al barile del petrolio era di circa 25 USD. Se l'evoluzione della storia del petrolio determinerà non solo quella dell'Islam ma anche dell'islamizzazione del globo forse si dovrà decidere e con una certa urgenza, di cambiare approviggionamento energetico passando da una fonte privilegiata ad altra/e realmente universale/i e accessibile/i a tutti.
letture: Economia all'idrogeno
di J. Rifkin - Mondadori
L'ANTI-ENTROPIA
La Sintropia di Luigi Fantappiè

Come Antonella Vannini ci fa notare, molti dei successi scientifici fondamentali sono stati segnati da un coraggioso contraddittorio con il buon senso quotidiano. L'evidenza suggeriva una terra piatta ma qualcuno si affaticò ad immaginarla curva, il sole girava attorno alle nostre teste, ma qualcuno ipotizzò che chi girava eravamo noi...
E così noi oggi percepiamo un futuro determinato dal passato ma faticheremo molto ad immaginare un futuro che determini il passato.. Certo che se davvero si potesse formulare una teoria che ammetta una bidirezionalità temporale in cui le cause e gli effetti possono essere indifferentmente collocati nel futuro oltre che nel passato.... l'indeterminazione quantistica sparirebbe immediatamente!!
Paul Dirac scopre nel '28 l’antielettrone una particella che curiosamente e simmetricamente all'elettrone, si muove dal futuro verso il passato. Anderson nel '30 conferma la reale esistenza dell'anti-elettrone dalle sue analisi dei raggi cosmici. Luigi Fantappiè
nel 1942 ipotizza che onde convergenti collocate nel futuro e simmetricamente identiche a quelle divergenti collocate nel passato, si comportano secondo un principio che vede l'origine di un evento nel futuro invece che nel passato. Tale comportamento anti-entropico sarà da lui stesso battezzato Sintropia. Nel 1944 lo stesso Fantappiè individua negli esseri viventi una fenomenologia in accordo con la sua sintropia, formulando la teoria del mondo fisico e biologico. Gli esseri viventi sono attratti da cause collocate nel futuro e capaci di determinare effetti nel passato.
L'accettazione di una teoria sintropica porterebbe alla fine della dicotomia scienza/religione come descritto e forse auspicato, dallo stesso matematico:
La consapevolezza che il gene agisca in ogni modo possibile al fine della sua soppravivenza, anche conducendo l'uomo a divenire un "veicolo", o meglio "macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per conservare quelle molecole egoiste note col nome di geni"(Parole di Dawkins, usate nell'introduzione del 1976 all'op.cit.), porta Dawkins alla conclusione di carattere etico-esistenziale secondo cui "sia l'egoismo che l'altruismo si spiegano attraverso la legge fondamentale(...)del gene egoista (Dall'op. cit. cap.I "Perché esiste la gente?" pg.9). Nonostante questa affermazione, egli evidenzia come il suo intento non sia quello di far propaganda ad una moralità basata unicamente sulla legge del gene, ma offrire oltre una chiave di lettura dell'evoluzionismo, una del mondo e dell'uomo, conscio che la "filosofia e le materie così dette "umanistiche" vengono ancora insegnate come se Darwin non fosse mai esistito..." (Dall'op.cit. cap.1 "Perché esiste la gente?" pg.3) Le affermazioni di Dawkins hanno dato vita a una miriade di dibattiti inerenti alla bioetica, molti dei quale tuttora aperti. Tra i più fieri e brillanti avversari di Dawkins è obbligo ricordare il compianto Stephen Jay Gould.
ESTRATTO DA WIKIPEDIA
NEL PUNTO OMEGA NASCERA' PRIMA L'UOVO O LA CHIOCCIA?
La salvezza è nell'informazione
Vorrei dire qualcosa a chi ha sentito il dolore e il privilegio di stringere le mani della persona più cara al mondo mentre questa ci lasciava. Sono ore o attimi incomprensibili, in cui il cuore, la mente e l'anima diventano vittime impotenti di una violenza insensata che non sentiamo di meritare, tanto estrema quanto ineluttabile, specie in quegli ultimi atroci dieci secondi. Possibile non si possa far altro per una persona che ti guarda fissa senza sapere se ti capisce, se ti vede, se è in qualche modo presente, se ti sente quando le sussurri che non la lasci e stai li con lei, se sente quello che gli capita e che tu stai vivendo insieme a lei? E se quella persona è la stessa che sussultava quando ai tuoi primi passi cadevi a faccia in avanti e che correva a soccorrerti anche se non ti eri fatto male, la stessa che ti passava un dito di saliva sulle ginocchia spellate e poi ti abbracciava forte come per somministrarti la migliore terapia possibile alle tue lacrime di bambino (e lo era davvero), tutto diventa ancora più doloroso.
Un urlo assordante di pensieri si scatena insostenibile dentro di noi, e sentiamo davvero il cuore scoppiarci in testa. Neanche uno di quei pensieri è utile a risolvere una situazione che richiederebbe la più urgente delle soluzioni. Non un medico che sia in grado di compiere il miracolo e nessun miracolo in arrivo da altre parti. Siamo li presenti su quel confine che non vogliamo fosse mai oltrepassato, specie da chi amiamo così profondamente. Ma poi quel confine viene oltrepassato, sotto i nostri occhi appannati, sotto le nostre lacrime così poco dignitose e al tempo stesso tanto vere.
Da quel momento inizia una confusione ingestibile e fuori portata, specie per chi non si riconosce in una fede precisa. Le domande si affollano prive di senso vista l'irreversibilità di quanto accaduto.
Perchè?
A che serve tanto dolore? Il suo, il nostro, l'agonia, la perdita di ogni speranza. Che senso ha tutto ciò ammesso che ce l'abbia?
Se qualcuno di voi ha provato qualcosa del genere come è capitato a me (e più volte), ma anche se è riuscito solo a immaginarlo, sappia che il mondo ha una caratteristica particolare: Il tempo e lo spazio sono entità fisiche indissolubili e il tentativo di analizzarle in modo separato è privo di senso. Ogni evento nello spazio-tempo potrebbe essere visto come INFORMAZIONE. Se l'informazione costituisce la totalità degli eventi che nello spazio tempo si sviluppano, potremmo forse sospettare che tale informazione abbia un senso reso possibile dallo spazio-tempo stesso. Se tutti gli eventi dello spazio tempo formano tutta l'informazione possibile, potrebbe esserci un tempo indeterminato in cui tale informazione sarà disponibile e utilizzabile. Ciò implicherebbe non solo che riguardo l'informazione niente vada perso (neanche il più insignificante evento subatomico) ma che la somma di tutti gli eventi sia quasi indispensabile, come una sorta di obiettivo cui l'universo stesso tende e che ha come fine ultimo tutta l'informazione possibile sulla materia. L'informazione potrebbe essere una commistura di spazio e tempo organizzati nella materia. Se si riuscisse a recuperare tutta l'informazione possibile riguardo una persona fino ad emularla con un livello di precisione estremamente accurato (allo stato quantico) qualcuno (Frank Tipler) sostiene che tale emulazione non è una copia ma ... l'originale, completo di emozioni e ricordi!
Proseguendo in tal modo tutta la materia contenuta nello spazio-tempo, potrebbe essere emulata al di fuori dello spazio-tempo se fosse possibile trattarla come informazione piuttosto che come materia.
Ci sono delle condizioni precise perchè il nostro universo evolvendosi consenta l'utilizzazione di tale informazione ma non è questa la sede adatta ad un indagine così specialistica. Basti comunque considerare che la scienza a riguardo non vieta speculazioni di questo tipo, anzi le incoraggia sotto alcuni punti di vista.
La perdita di una persona cara, e tutta quanta la sua storia, potrebbe allora diventare necessaria se venisse considerata come "spazio-tempo organizzato", un piccolissimo spicchio di spazio e tempo organizzati a formare una persona. Tale organizzazione è informazione e potrebbe rappresentare un mezzo per una sorta di evoluzione dell'esistenza fuori dai limiti imposti dalla materia. Il fatto di dover passare obbligatoriamente per questi limiti diventerebbe indispensabile per determinare un fabbisogno di base utile ad una successiva evoluzione svincolata dalla materia. Alcuni scienziati ipotizzano che l'informazione non necessiti di "contenitori" per progredire, come dire che una volta ottenuta tutta l'informazione possibile non è più necessario uno substrato materiale in cui l'informazione possa determinarsi e progredire. L'informazione basterebbe a se stessa e al suo progresso...!
E' solo un ipotesi, ma il mondo per come appare, e per i risultati delle indagini scienifiche cui viene sottoposto, non sembra smentire simili attese (almeno per il momento).
In fisica, se ci sono le condizioni perchè una certa particella esista o compia una determinata azione, prima o poi si verificherà sperimentalmente che quella particella e quella azione si realizzeranno effettivamente. Questo principio di completezza è sperimentalmente provato: tutto ciò che non è proibito è obbligatorio, almeno su scala subatomica.
L'informazione potrebbe rappresentare la salvezza definitiva del mondo, una sorta di Onniscenza finale che nella sua completezza (l'Omega cosmico) decreterebbe lo stadio successivo dell'esistenza finalmente svincolata dalla materia e dai suoi limiti.
Se unissimo la speranza alla ricerca potremmo avere una visione scientificamente attendibile sull'archiviazione di ogni evento, ogni fotone, ogni mamma, ogni lacrima e ogni sorriso. La morte... potrebbe fisicamente non esistere nell'informazione, così come la vita potrebbe non avere più fine nel progresso dell'informazione.
Riabbracceremo i nostri cari nel punto Omega? Probabilmente saremo anche abbracciati.
letture: "La fisica dell'immortalità"
F. Tipler - Mondadori
NULLIUS IN VERBA (nessuna parola umana sarà mai definitiva)
Freeman Dyson è considerato una figura di primissimo piano del mondo scientifico contemporaneo. Attualmente insegna all’Institute for Advanced Studies di Princeton. Quando aveva 5 anni notando come le chiese di Winchester avessero tutte aspetti molto diversi tra loro, ne chiese la ragione a sua madre, che gli rispose:
"Perchè a Dio piace così, se avesse voluto tutti ad adorarlo in unica chiesa non avrebbe creato così tanti tipi di persone".
Il Dr. Dyson di oggi ama ancora ricordare tutta la saggezza contenuta in quella risposta volta a placare la curiosità di un bimbo di cinque anni. Tra la natura di Dio e quella umana esistono differenze molto maggiori di quelle che una singola chiesa può contenere. Allo stesso modo nella natura dell'universo c'è una quantità di strutture e comportamenti enormi rispetto a quanto una singola disciplina scientifica sia in grado di indagare e spiegare. Scienza e religione potrebbero convivere armonicamente a condizione che l'una rispetti l'autonomia dell'altra e che entrambe non si proclamino infallibili. Il conflitto tra questi due caratteri dello scibile nasce quando uno dei due pretende di aggiudicarsi il monopolio della verità. Le dispute che si accendono in America tra creazionisti ed evoluzionisti per la scelta dei testi scolastici, è sempre stata violenta e arrogante, soprattutto da parte degli scienziati. Dyson afferma che se il mondo scientifico (di cui lui stesso fa parte) avesse un po piu' di umiltà, carità cristiana e disponibilità all'ascolto, tale conflitto sarebbe stato meno aspro, considerando poi che la disputa si consuma sui cuori e le menti dei bambini.
Dyson conclude: scienza e religione (si riferisce in particolare a quella cattolica) hanno in comune una transnazionalità estremamente importante. Entrambe abbracciano l'intera umanità intesa come unica razza, entrambe cercano di affermare ed estendere i propri benefìci fuori da ogni tipo di confine e tutte e due danno a Cesare quel che è di Cesare riconoscendo tuttavia che le conquiste e la dignità umane hanno ben poco a che fare con Cesare.